II feria prenatalizia "dell'Accolto"

Rt 1,15 – 2,3; Sal 51 (52); Est 3,8-13; 4,17i-17z [breve 3,8-13; 4,17i-l.r-t.z]; Lc 1,19-25

«Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». (Lc 1,20)

Zaccaria è muto perché non ha creduto all’annuncio dell’angelo. Non solo, pretende un segno da Dio. Ha chiuso il cuore, si è lasciato paralizzare dalla paura, così non ha potuto accogliere e capire la sconvolgente Parola che gli è stata rivolta. Non ha ascoltato, perciò non ha nulla da dire. L’incredulità è un ostacolo che blocca la vita di Zaccaria, ma anche quella di chi è in preghiera e in attesa nel tempio. Tutto appare immobile, la Parola apparentemente “non può” generare vita. Tuttavia la salvezza si compirà, oltre la fatica e i dubbi di Zaccaria. Anche ogni comunità cristiana è chiamata a rinnovare l’ascolto non solo nei momenti facili, comprensibili, ma anche in quelli di fatica, di dolore, di smarrimento, certi che c’è sempre una parola di bene in ogni piega della storia. Come ci suggerisce il libro del Siracide: «il cuore sapiente medita le parabole» (Sir 29a), così la comunità che è docile al Signore trova la strada per camminare nelle sue vie e annunciare la sua venuta.

Preghiamo

Voglio renderti grazie in eterno
per quanto hai operato;
spero nel tuo nome, perché è buono,
davanti ai tuoi fedeli.

Dal Salmo 51(52)

 

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