Martedì della I settimana di Avvento

Ez 1,13-28b; Sal 96 (97); Gl 2,1-2; Mt 7,21-29

«Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia». (Mt 7,25)

Costruire una casa sulla roccia non è facile: la roccia è dura e difficilmente lavorabile. È necessario tempo, dedizione, pazienza, amore, sacrificio, fiducia. Quanti dei nostri rapporti e quanti progetti sono fondati sulla roccia? Spesso abbiamo preferito la via più semplice per raggiungere i nostri obiettivi. Spesso è stato più comodo costruire sulla sabbia giustificandoci con un: «Cosa vuoi che succeda?». La casa è il luogo dove si crea e si forma la nostra vita e quella delle persone vicine ed è importante dare stabilità alle sue fondamenta: è necessario che rimanga in piedi anche dopo le insicurezze che, come la pioggia, ci appesantiscono e ci tolgono le forze. È necessario che rimanga in piedi anche dopo le delusioni che, come un fiume, ci travolgono e ci allontanano dalla nostra meta. È necessario che rimanga in piedi anche dopo i cambiamenti della vita che, come il vento, ci destabilizzano e ci rimettono in discussione.

Preghiamo

Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore;
mio Dio, mia rupe, in cui trovo riparo;
mio scudo e baluardo, mia potente salvezza.

dal Salmo 17,3

 

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