II Domenica di Avvento

Is 19,18-24; Sal 86 (87); Ef 3,8-13; Mc 1,1-8

«Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio». (Mc 1,1)

Il Vangelo, la buona notizia ha un inizio, anzi è già iniziata! Questo è il primo annuncio che ci porta l’evangelista Marco. Questa nostra storia è visitata da Dio che non si dimentica del suo popolo, non si dimentica delle sue promesse. Ma qual è questa buona notizia? Il Vangelo, la buona notizia è Gesù! La sua vita è la buona notizia per noi e, soprattutto, ci rivela l’evangelista, il suo essere Cristo, cioè il Messia, l’atteso dalle genti. Gesù è la buona notizia perché ci testimonia anzitutto la fedeltà di Dio che supera ogni nostra infedeltà. L’invito di Marco sarà quello di mettersi alla sequela di questo Gesù per poter riconoscere nel suo passaggio l’avvicinarsi di Dio. Si, perché questo Gesù non è solamente il Messia atteso da secoli, ma addirittura è il Figlio di Dio: davvero il Dio dei Padri non finisce mai di sorprenderci! E ogni sua sorpresa è segnata dalla decisione di farsi sempre più vicino a noi, sempre più prossimo all’uomo… per salvarlo. Per salvarci. Io creo distanze o costruisco vicinanza verso l’altro?

Preghiamo

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.

dal Salmo 65 (64), 10.12

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