Martedì della settimana penultima dopo l'Epifania

Sap 11,24-12,8a.9a.10-11a.19; Sal 61; Mc 10,46b-52

Tu ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle tue creature. (Sap 11)

Gesù dona la vista a un povero cieco mendicante. Ed è per la sua fede che ottiene il miracolo; quella fede che gli fa riconoscere Gesù come ‘figlio di Davide’, come l’erede della promessa fatta da sempre al popolo di un messia inviato da Dio per compiere la salvezza.
I miracoli di Gesù servono a mostrare l’attenzione di Gesù verso ogni sofferenza umana, la sua volontà di portare bene e felicità a tutti; d’altra parte non sono semplici prodigi o guarigioni, perchè il loro significato va ben oltre, richiede e incoraggia alla fede in Dio e nell’opera salvifica di Gesù. Il cieco guarito infatti si pone al seguito di Gesù: metafora di ogni essere umano che, portato a riconoscere e a comprendere chi è Gesù, lo segue.
Una volta che si crede in Gesù non lo si lascia, pur sapendo che la sua strada non è piana, ma irta di ostacoli e anche di cadute.

 

Preghiamo col Salmo

Non confidate nella violenza,
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se abbonda,
non attaccate il cuore.

 

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