Martedì della settimana della III domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore

1Gv 5, 1-13; Sal 39 (40); Lc 18,1-8

E la testimonianza è questa: Dio ci ha donato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio. (1Gv 5,11-13)

Giovanni ristabilisce il centro della fede: Gesù. Dal legame con lui dipende la vita o la sua assenza. Non perché si tratti di un castigo o di un premio, attribuiti automaticamente. Al contrario, si prospetta un cammino, quello di chi scopre che la vita è un dono ricevuto nella rivelazione di Dio nella vita di Gesù. Giovanni, infatti, scrive alla comunità per annunziarlo come buona notizia, rassicurando loro che chi riconosce Dio nella vita di Gesù sicuramente ha la vita, perché può conoscere la volontà che Dio ha manifestato. Per ciascuno quella sicurezza di fede determina ancora la possibilità di cambiare vita, fondandola sulla sicurezza che viene dal sapersi amati.

Preghiamo con il Salmo

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato.
Mi ha tratto da un pozzo di acque tumultuose,
dal fango della palude.
Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.

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