Martedì della settimana della II domenica dopo il martirio di San Giovanni il precursore

1Gv 3,10-16; Sal 132 (133); Lc 17,3bb-6

Chiunque odia il proprio fratello è omicida, e voi sapete che nessun omicida ha più la vita eterna che dimora in lui. In questo abbiamo conosciuto l’amore, nel fatto che egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli.  (1Gv 3,15-16)

L’alternativa all’uccisione non è semplicemente l’evitare di uccidere: Giovanni oppone a chi toglie la vita – con ogni mezzo possibile, anche con l’odio che impedisce la vita piena degli altri – chi invece dà la vita. Solo prendendo come unità di misura l’esistenza di Gesù, colui che ha donato la vita a tutti dando sé stesso, si può capire quale stile scegliere. Si tratta di un processo continuo, non semplicemente di un’azione che ha una fine, si tratta di uno stile che sa moltiplicare la vita, per tutti, a partire dal dono che ciascuno sa fare perché si riconosce lui per primo destinatario di ciò che non dipende dal suo merito.

Preghiamo con il Salmo

Ecco, com’è bello e com’è dolce
che i fratelli vivano insieme!
È come olio prezioso versato sul capo,
che scende sulla barba, la barba di Aronne,
che scende sull’orlo della sua veste.

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