Ger 10,11-16; Sal 113b (115); Zc 9,11-17; Mt 19,23-30

«Gesù allora disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». (Mt 19,23-24)

La possibilità che il ricco si salvi è una sola: spostare il centro della sua mente, del suo cuore, della sua intelligenza, cioè passare dal confidare nella ricchezza al confidare, al fidarsi solo in Dio, nella sua bontà, misericordia, carità, amore, provvidenza, vita. Dio è la nostra vita sulla terra e nei cieli, nel tempo e nell’eternità e solo quando si entra in questa conversione i beni della terra vengono all’istante trasformati in strumenti per amare di più: non sono più essenziali alla nostra vita, perché la vita non dipende da essi. La ricchezza è vera idolatria quando prende il posto di Dio nella nostra vita. È difficile liberare il proprio cuore dalle ricchezze e dal possesso, ma anche dalle preoccupazioni, dalle ansie, dalle paure. La conversione è sempre iniziativa di Dio ma richiede una nostra convinta adesione, una scelta operativa, dei gesti concreti. Nella nostra difficoltà a staccarci dalle certezze di ogni tipo interviene Dio, dato che Lui solo può aiutarci a superare le nostre resistenze.
La salvezza è sempre possibile per grazia.

Preghiamo
Signore senza il tuo aiuto è difficile accoglierti e prepararti una strada nel mio cuore; ti offro la mia decisione e il desiderio di convertire il cuore. Tu donami la tua grazia e la tua forza. Amen.

[da: Stranieri e pellegrini – Il cammino, l’attesa, l’ospitalità – Avvento e Natale 2018, Centro Ambrosiano]

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