MARTEDÌ 26 MARZO

Gen 21,1-4.6-7; Sal 118 (119); Pr 9,1-6.10; Mt 6,16-18

Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. (Mt 6,18)

Gesù sferza un duro colpo all’orgoglio nascosto dell’uomo. La domanda che il Maestro pone è: siamo in grado di compiere pregare e fare atti di carità nel segreto? Senza che nessuno lo sappia? Di solito di fronte ad uno sforzo o ad un sacrificio cerchiamo un riconoscimento. Come essere sicuri che non lo stiamo facendo per farci vedere? La linea di confine può alle volte essere sottile… Gesù però suggerisce una pista: guarda al tuo cuore. Il cuore non è da intendersi nel senso romantico – e forse un po’ sdolcinato –, ma alla maniera semitica di centro dell’uomo, di luogo del pensiero e delle grandi scelte. Insomma, diremmo noi, la nostra intimità profonda. Dio vede lì nel luogo più segreto del cuore e sa se esso è a lui rivolto o cerca altri riconoscimenti. Il tuo volto Signore io cerco?

Preghiamo

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.
La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
(Sal 138)

[“Appartenenti a questa via” – La sequela e il cammino verso la santità. Quaresima e Pasqua 2019 – Centro Ambrosiano]

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