Cattedra di S. Pietro, apostolo

 

1Pt 1,1-7 oppure 1Pt 5,1-4; Sal 17; Gal 1,15-19;2,1-1; Mt 16,13-19

 

Il Signore Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». (Mt 16)

 

La liturgia di oggi è illuminata dal pensiero della paternità di Dio. Gesù stesso afferma che Pietro ha parlato per ispirazione del Padre, riconoscendo in lui il Messia, il Figlio di Dio: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli”. È dal Padre che viene ogni cosa buona, e in particolare è dal Padre che viene la vita soprannaturale, il cui inizio e fondamento è la fede in Gesù. E anche Gesù è docile al Padre. Non sceglie di sua iniziativa il primo fra gli Apostoli, ma aspetta che il Padre manifesti la sua scelta e soltanto dopo, quando il riconoscimento di Pietro indica la scelta del Padre, dice a Simone, a Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”.

C’è dunque un riconoscimento reciproco, basato sull’iniziativa del Padre. Simone riconosce in Gesù il Figlio di Dio, Gesù riconosce in Simone la pietra fondamentale della sua Chiesa. Anche nella sua bellissima lettera Pietro rivela la sua docilità all’ispirazione del Padre e la sua riconoscenza verso di lui. Nei primissimi versetti parla della prescienza del Padre: tutto si compie per iniziativa di Dio, che sceglie i suoi eletti “mediante la santificazione dello Spirito per obbedire a Gesù Cristo”. E all’opera il Dio Trinitario. E subito dopo erompe in una acclamazione: “Sia benedetto Dio e Padre”, per i benefici che già ci ha elargito e per quelli che ci ha preparati: “Sia benedetto Dio e Padre del Signore Gesù Cristo: nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati”.

Tra il 18 e il 25 gennaio di ogni anno il Consiglio delle Chiese cristiane di Milano promuove iniziative di preghiera e dibattiti per tenere vivo il dialogo ecumenico. Lo stesso avviene in moltissime parrocchie della diocesi. Sono giorni, questi, in cui ci si incontra per pregare l’unico Signore, ciascuno con la propria storia e la propria tradizione, ma tutti insieme uniti nella gioia di una ritrovata fraternità e comunione. Il tema di quest’anno è: “Quel che il Signore esige da noi” (cfr. Michea 6, 6-8). 

 

Preghiera dal Salmo

Ti amo, Signore, mia forza,

Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore,

mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;

mio scudo, mia potente salvezza e mio baluardo.

 

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