MARTEDI 22 MARZO

MARTEDÌ DELLA SETTIMANA AUTENTICA

 

Gb 16,1-20; Sal 118 (119), 161-168; Tb 11, 5-14; Mt 26,1-5

 

 

Terminati tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli: “Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso”. Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. (Mt 26,1-4)

 

 

Quante meschinità mascherate dietro la ricerca di un “bene superiore”. Quante volte dietro “l’interesse pubblico” si nasconde un “interesse privato”. Nessun interesse che si possa dire buono può nuocere alla vita e alla dignità dell’uomo. Nessun “bene comune” che sia veramente tale si serve di mezzi illeciti o ambigui. Dice Papa Francesco: “L’ossessione di preservare la propria gloria, la propria “dignità”, la propria influenza non deve far parte dei nostri sentimenti. Dobbiamo perseguire la gloria di Dio e questa non coincide con la nostra. La gloria di Dio che sfolgora nell’umiltà della grotta di Betlemme o nel disonore della croce di Cristo ci sorprende sempre.” L’amore umile riconosce il bene e sceglie la comunione per raggiungerlo.

 

 

Preghiamo

 

Signore, non si esalta il mio cuore

né i miei occhi guardano in alto;

non vado cercando cose grandi

né meraviglie più alte di me.

Io invece resto quieto e sereno:

come un bimbo svezzato in braccio a sua madre,

come un bimbo svezzato è in me l’anima mia.

 

(Salmo 131)

 

[da: La Parola ogni giorno. Dio non ha creato la morte, Quaresima 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

 

 

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