DOMENICA 28 FEBBRAIO – TERZA DI QUARESIMA

 

Dt 6,4a; 18,9-22; Sal 105 (106); Rm 3,21-26; Gv 8,31-59

 

 

Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Gli risposero: “Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi?”. Gesù rispose loro: “In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.” (Gv 8,31-34)

 

 

La pagina del Vangelo svela l’inganno in cui cadono molte volte i cristiani di lunga tradizione, coloro che si credono certi, sicuri della loro fede e del loro modo di viverla: è l’inganno che fa pensare di essere originali, autentici, liberi, mentre in realtà siamo schiavi di un modo di fare, di dire e di essere che non corrisponde al Vangelo. E non è sufficiente che qualcuno ce lo richiami. Dobbiamo riaprire gli occhi, rientrare in noi stessi e saperci osservare. La favola del re nudo ci ricorda che il bambino é colui che non si lascia condizionare da mille argomentazioni o rare riflessioni ma che dice semplicemente quello che “vede”, non preoccupato di quello che potrebbero dire o pensare gli altri. È questa la profezia della autenticità di cui ha bisogno la Chiesa.

 

 

Preghiamo

 

Beato l´uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,

non resta nella via dei peccatori

e non siede in compagnia degli arroganti,

ma nella legge del Signore trova la sia gioia.

 

(Salmo 1)

 

 

IMPEGNO SETTIMANALE

 

Cerco di essere credibile e di essere autentico oltre i protocolli e le tradizioni.

 

 

[da: La Parola ogni giorno. Dio non ha creato la morte, Quaresima 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

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