GIOVEDI’ 3 MARZO

 

Gen 25,5-6.8-11; Sal 118 (119),81-88; Pr 12,17-22; Mt 6,25-34

 

 

«Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena». (Mt 6, 25-26.34)

 

 

Vivere non preoccupati per il futuro sembra essere una utopia. Come posso non essere preoccupato per il lavoro, per l’educazione dei mie figli o nipoti o per il mio stesso futuro? Come posso non preoccuparmi ora che vengono sempre meno le sicurezze economiche e la certezza di avere qualcosa per comperare il necessario?

Il vangelo ci dice “preoccupati piuttosto di avere una profonda comunione con la volontà del Padre, di desiderare quello che lui vuole, di amare quello che lui ama” Preoccupati di non perdere la convinzione che noi siamo un valore ai suoi occhi, che valiamo e lui provvede alla nostra vita.

 

 

Preghiamo

 

Io non mi preoccupo, però tu preoccupati di me.

Io cerco di confidare in te,

ma tu non farmi perdere la speranza.

Io mi affido, tu non tardare a farmi sentire

il tuo abbraccio sicuro e confortante.

 

[da: La Parola ogni giorno. Dio non ha creato la morte, Quaresima 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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