SABATO 12 MARZO

 

Gl 3,1-5; Sal 88 (89); Rm 8,12-17b; Mt 19,13-15

 

Gesù però disse: “Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli” (Mt 19,14)

 

Se leggiamo superficialmente questo brano, sembra voler solo dire che tutti i bambini andranno in Paradiso. Quando Gesù parla del Regno dei
cieli, non intende solo l’Aldilà, ma la possibilità per ognuno di realizzare e vivere il Regno di Dio anche qui. Come? Diventando come i bambini, cioè vivendo nella semplicità, capaci di gioire e meravigliarsi per le cose belle, i doni e le attenzioni degli altri. Quando invece siamo egoisti, pensiamo solo a noi stessi, non ci fidiamo più di nessuno, ci ritroviamo nell’ “inferno” della solitudine.

 

Preghiamo

Signore, non si esalta il mio cuore,
né i miei occhi guardano in alto;
non vado cercando cose grandi
né meraviglie più alte di me.
Io invece resto quieto e sereno:
come un bimbo svezzato in braccio a suo madre,
come un bimbo svezzato è in me l’anima mia.

(Salmo 130)

 

[da: La Parola ogni giorno. Dio non ha creato la morte, Quaresima 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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