GIOVEDÌ 17 MARZO

 

Gen 50,16-26; Sal 118 (119),145-152; Pr 31,1.10-15.26-31; Gv 7,43-53

 

 

I capi dei sacerdoti e i farisei dissero loro: «Perché non lo avete condotto qui?». Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato così!». Ma i farisei replicarono loro: «Vi siete lasciati ingannare anche voi? Ha forse creduto in lui qualcuno dei capi o dei farisei? Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!». (Gv 7,45b-49)

 

 

Per il suo agire e il suo parlare, per il suo vivere, Gesù suscita stupore: detrattori e sostenitori, increduli e credenti sono accomunati dalla meraviglia
per la sua novità. “Mai un uomo ha parlato così!”. La parola eterna di Dio è quella carne in forma di dono; la parola eterna di Dio è quel dito che scrive
il perdono sulla terra dura del cuore degli uomini; la parola eterna di Dio è quel pianto dell’Amore che trasfigura la vita e la morte di tutti. Parliamo anche noi così? Il mondo si meraviglia per la novità del nostro agire e del nostro parlare? Chiediamo in questa Quaresima che i nostri corpi abbiano la forma di Gesù, che le nostre parole suscitino stupore, non per astratte stranezze, ma per l’accento della misericordia.

 

Preghiamo

Perché le genti congiurano, perché invano cospirano i popoli? Insorgono i re della terra e i principi congiurano insieme contro il Signore e contro il suo Messia: «Spezziamo le loro catene, gettiamo via i loro legami». Se ne ride chi abita i cieli, li schernisce dall’alto il Signore.

(Salmo 2)

 

 

[da: La Parola ogni giorno. Dio non ha creato la morte, Quaresima 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

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