DOMENICA 13 MARZO

 

Dt 6,4a; 26,5-11; Sal 104 (105); Rm 1,18-23a; Gv 11,1-53

 

 

Marta disse a Gesù: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà”. Gesù le disse: “Tuo fratello risorgerà”. (Gv 11, 21-23)

 

 

Con la morte tutto finisce, non ci sono più nuove opportunità. Puoi cercare di fare qualcosa per evitare la morte di un altro, ma chi è morto ormai è un caso perso per sempre. Ci imbattiamo in situazioni dove ci sembra che non ci sia più niente da fare. Ci sono persone che ci appaiono irrimediabilmente perse. Ci mettiamo una pietra sopra.

Noi, discepoli come Marta e Maria, siamo chiamati a credere in nuove possibilità di vita, nella risurrezione di situazioni e persone che sembrano sepolte definitivamente. Noi non ridiamo vita a nessuno, solo ci è chiesto di togliere la pietra perché entri la Parola di Vita di Gesù che grida “vieni fuori!”. Il Signore dà vita nuova anche a chi sembra condannato per sempre. Anche a noi, anche a me.

 

 

Preghiamo

 

Dio della vita, sempre ci dai la gioia di poter iniziare di nuovo. Che davanti al fratello sepolto nel suo male non ci cadano le braccia e non desista il nostro impegno di evangelizzare. Gesù, tu apri i sepolcri. Aiutaci a non chiuderli di nuovo, con la nostra indifferenza e passività, sfiducia e rassegnazione.

 

 

IMPEGNO SETTIMANALE

 

Cerco di vedere Gesù nelle persone  che incontro e le ricordo nella preghiera.

 

[da: La Parola ogni giorno. Dio non ha creato la morte, Quaresima 2016, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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