Dt 8, 7-18; Sal 97; Fil 3, 3-12; Mt 20, 1-16

 

Guàrdati dal dire nel tuo cuore: “La mia forza e la potenza della mia mano mi hanno acquistato queste ricchezze”. Ricòrdati invece del Signore, tuo Dio, perché egli ti dà la forza per acquistare ricchezze, al fine di mantenere, come fa oggi, l’alleanza che ha giurato ai tuoi padri». (Dt 8,18)

 

 

Strano amministratore è Dio nei confronti dell’umanità. Sempre fedele alle promesse stabilite coi padri, riafferma la propria cura nei confronti dell’umanità garantendole benessere e felicità in cambio di sincera fede. Ce lo dice Mosè di non inorgoglirsi credendosi artefici del nostro esistere, lo riafferma l’apostolo Paolo che riconosce anche le proprie fragilità “non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perché anch’io sono stato conquistato da Cristo Gesù”.       

E Gesù ci rassicura del metodo misericordioso del Padre che accoglie tutti, e ricompensa anche gli operai dell’ultima ora senza chiedere loro alcuna opartita. La condizione richiesta da Dio non muta nel tempo e nei contesti: aver fede nella sua provvidenza.

 

Preghiamo col Salmo

 

Esultino insieme le montagne

davanti al Signore che viene a giudicare la terra:

giudicherà il mondo con giustizia

e i popoli con rettitudine.

 

 

 

 

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