1Mac 1,1-15; Sal 7; Lc 14,1a.12-14

 

“Alessandro il Macèdone, figlio di Filippo, uscito dalla regione dei Chittìm sconfisse Dario, re dei Persiani e dei Medi, e regnò al suo posto cominciando dalla Grecia. Intraprese molte guerre, si impadronì di fortezze e uccise i re della terra; arrivò sino ai confini della terra e raccolse le spoglie di molti popoli. La terra ammutolì davanti a lui; ma egli si esaltò e il suo cuore montò in superbia”. (Lc 14, 12)

 

Il sogno del potere non si concilia con la gratuità che Gesù insegna ai discepoli. Non è il calcolo, nè l’attesa di contraccambio che deve sostenere l’operato di ognuno. Tanto meno la conquista contro ogni altro concorrente, raggiunta con violenza e misure di illecità.

Gesù indica la via di solidarietà e generosità verso chi non ha nulla per ripagare un gesto di accoglienza e solidarietà. Una linea certo controcorrente rispett alla legge del potere e della supremazia ad ogni costo.

 

Preghiamo col Salmo

 

Sorgi, Signore, nella tua ira,

àlzati contro la furia dei miei avversari,

svégliati, mio Dio, emetti un giudizio!

Cessi la cattiveria dei malvagi.

Rendi saldo il giusto,

tu che scruti mente e cuore, o Dio giusto.

 

 

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