Es 3,7-12; Sal 102; Lc 4,14-16.22-24

 

“Ho osservato la miseria del mio popolo… ho udito il suo grido. Sono sceso per liberarlo”. (Es 3)

 

Dio si impegna con Mosè  a salvare il popolo sottoposto a sofferenze e prevaricazioni da parte dei sovrintendenti egiziani e indica a Mosè la via per sollevare il popolo e guidarlo verso una terra che per lui sarà preannuncio della terra di piena salvezza dell’eternità. “Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo” comanda Dio a Mosè e si assume l’onere di compiere il disegno di liberazione e di piena vicinanza con il suo popolo.

Ma non si tratta di interventi prodigiosi di forza e di ripresa del potere da parte di Dio, quanto il dono dello Spirito che Cristo lascia all’umanità. Gesù apre il tempo della grazia che non è facile accogliere perchè supera le stesse aspettative umane e mette a rischio il profeta che l’annuncia. Così anche coloro che ascoltavano Gesù in sinagoga erano meravigliati della sua parola ma dubitavano che si potesse mettere in pratica.

 

Preghiamo col Salmo

 

Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo santo nome.

Benedici il Signore, anima mia,

non dimenticare tutti i suoi benefici.

 

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