Is 4,2-5; Sal 23 (24); Eb 2,5-15; Lc 19,28-38

 

«In quel giorno, il germoglio del Signore crescerà in onore e gloria e il frutto della terra sarà a magnificenza e ornamento per i superstiti d’Israele».   (Is 4,2)

 

Il brano di Isaia ci accompagna con passi concreti sulla strada incontro al Signore. E le indicazioni che ci vengono date non sono facili da vivere perseverando in esse giorno dopo giorno. Eppure si possono riassumere in quell’invito all’amore che spinge ad adempiere anche i doveri più banali con la stessa sollecitudine con cui avremmo compiuto azioni di gloria, azioni che ci avrebbero fatto conquistare ruoli e posizioni di prestigio. Dobbiamo lasciare spazio all’amore affinché attraverso di noi, “il germoglio del Signore” cioè il Messia, possa crescere. È un appello che chiama in causa il singolo e l’intera comunità. Ciascuno di noi è chiamato ad aver occhi capaci di cogliere la presenza del Signore nei semi di bene che silenziosamente germogliano in noi. Viviamo il tempo di avvento come tempo in cui possiamo dare senso a tutta la vita.

 

Preghiera

 

Ecco la generazione che lo cerca,

che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.

Alzate, o porte, la vostra fronte,

alzatevi, soglie antiche,

ed entri il re della gloria.

Chi è questore della gloria?

Il Signore forte e valoroso,

il Signore valoroso in battaglia.            

 (Sal 23,6-8)

 

Impegno settimanale

 

Quale gesto potrò compiere per riallacciare qualche relazione “dimenticata”?

 

[da: “La Parola ogni giorno. Io spero nel Signore. Avvento e Natale 2015”, Centro Ambrosiano, Milano]

 

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