At  5,34-42; Sal 26(27); Gv 5,31-47

 

“Ma se non credete ai suoi scritti, come potete credere alle mie parole?”.      (Gv 5,47)

 

Non avete mai ascoltato la sua voce, né visto il suo volto. Non avete in voi l’amore di Dio e non cercate la sua gloria: cioè non credete negli scritti di Mosè, di cui eseguite i comandi. Questo significa, esattamente, voler fare le cose che fa Dio, ma senza di lui: eseguire senza credere. Che inferno. Lo sguardo di Gesù sottopone ad una TAC l’anima dei suoi interlocutori (anche la nostra!) e riferisce quello che trova. Impietosa la diagnosi, misericordiosa la cura. La verità di Gesù è la cura che ci rende liberi; cominciando dalla falsa immagine di Dio che il diavolo suscita nel nostro cuore(è la sua prima occupazione). Liberi, grazie a questa verità, gli apostoli che avevano tradito, abbandonato e rinnegato sono gioiosi di subire oltraggi nel nome di Gesù. Dopo la pasqua e il dono dello Spirito, essi hanno imparato a sperare nel Signore, sono diventati forti della forza del Signore e il loro cuore, come dice il salmo, si è rinsaldato.

 

Preghiamo

 

Il Signore è mia luce e mia salvezza:

di chi avrò timore?

Il Signore è difesa della mia vita:

di chi avrò paura?                    

   (dal salmo 26)

 

               

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