Gen 24,58-67; Sal 118 (119); Pr 16,1-6; Mt 7,1-5

"Con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell‘occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall‘occhio del tuo fratello". (Mt 7,2-3.5)

C’è una relazione tra il nostro agire e quello di Dio.
Un giorno alcuni farisei vollero togliere la “pagliuzza” di una donna sorpresa in flagrante adulterio (cf Gv 8,1-11), ma essi stessi avevano addosso una trave.
Perché è cosi facile percepire la pagliuzza dell’altro e cosi difficile notare la trave nei propri occhi? Molti genitori vogliono togliere la pagliuzza negli occhi dei figli, le coppie la cercano in quelli del coniuge, la suocera fruga negli occhi della nuora, il fratello setaccia quelli della sorella…
Gesù ci chiede oggi: qual è la trave che ti devi togliere per poter guardare l’altro con uno sguardo perfetto, lo sguardo di Dio?

Preghiamo

Maestro, fa’ che io non cerchi tanto
di essere consolato, quanto di consolare,
di essere compreso, quanto di comprendere,
di essere amato, quanto di amare.
Perché è
dando, che si riceve,
perdonando, che si è perdonati,
morendo, che si resuscita a vita eterna,

l’uomo di pace avrà una discendenza.

 

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