Ez 11,14-20; Sal 88 (89); 1Ts 5,12-23; Mt 19,13-15

"Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li rimproverarono. Gesù però disse: "Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei cieli". (Mt 19,13-14)

Poche volte Gesù si mostra irritato e indignato. In una di queste (cfr. Mc 10,13), sgrida i propri discepoli (adulti) che, con il pretesto di fare ordine, di non importunare il Maestro, di non interromperlo, vogliono allontanare e escludere i bambini chiassosi.
Ascoltiamo il commento di un gruppo di bambini lavoratori della periferia di Lima:
«Gesù accoglie i bambini come se fossero figli suoi!
Anche oggi molti “grandi” ci considerano un disturbo proprio come i discepoli del Vangelo. Non ci prendono in considerazione, ci disprezzano, ci mettono da parte, non ascoltano le nostre opinioni… Quando lavoriamo vendendo dolci ci insultano e ci scacciano…
Davanti a questi abusi, Gesù si arrabbia, dice il Vangelo. Gesù difende i diritti dei bambini! Gesù vuole che siamo accolti! Gesù vuol bene ed abbraccia i bambini!».
Gesù non solo accoglie e prende le difese dei bambini, ma da loro la condizione di maestri. Il Regno, che tanto aneliamo, ha molto a che vedere con loro.

Preghiamo

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.
Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele.
(Salmo 88)

 

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