Ger 16,19-21; Sal 15 (16); Zc 10,6-9; Mt 21,18-22

 

«Li ricondurrò perché ne ho avuto pietà». (Zac 10,6b)

Considerato insieme con Aggeo uno dei principali artefici della ricostruzione del tempio il profeta Zaccaria ci offre in questo brano un testo di speranza e consolazione.
Con tonalità e stile esodico e con accenti militareschi il brano annuncia ciò che Dio sta operando. La sua compassione e la sua pietà darà forza ad Israele suo popolo perché si ricomponga in unità e, dopo la fatica dell’esilio, possa tornare a vivere insieme; vinca ciò che ne ostacola un definitivo ritorno nella sua terra e si riapra alla gioia. Il profeta invita anche noi, in questo tempo di Avvento, a riscoprire la compassione di Dio sulle nostre vite, spesso disperse ed infeconde; la bellezza di sentirci popolo radunato dall’amore di Dio e rigenerato dall’incontro con i fratelli. Solo così potremo ritrovare anche la gioia della fecondità e donare a Gesù quel frutto che Egli ha atteso invano da Israele.

 

Preghiera

 

Ecco: Il Signore viene, egli ci salverà.
Le mani indebolite si riprendano,
le ginocchia piegate si rafforzino.
Dite a chi ha il cuore debole:
“Coraggio, non temete!”.

 

(Is 35.4d.3-4ab)

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