Ger 11,1-8; Sal 77 (78); Zc 10,1-5; Mt 21,10-17

 

«Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi ed egli li guarì».                                  (Mt 21,14)

                                             

 

L’evangelista Matteo è il solo a menzionare questa guarigione compiuta da Gesù nel tempio, dopo averlo purificato. Il gesto acquista un valore particolare se ricordiamo che al tempo di Gesù, ai ciechi e agli zoppi era negato l’accesso al tempio (2 Sam 5,8; Lv 21,18). Non mancavano invece in esso coloro che lo avevano reso un “covo di ladri”. Così anche l’osanna dei bambini è accolto da Gesù, mentre i sacerdoti  vorrebbero impedirlo.

Aderire al Vangelo significa lasciare che il nostro sguardo religioso si converta alla misericordia. Senza escludere con il giudizio coloro che non sono abbastanza “puri” o sapienti e degni per poter accedere al tempio, “intonando il proprio canto”. Ma per Gesù la casa di suo Padre è luogo di preghiera per tutti coloro che sanno “adorare in Spirito e Verità”, senza distinzioni di sorta.

 

 

Preghiera

 

Signore vengo a Te, rinnova e cambia il mio cuore

per la grazia che ho trovato in Te.

Signore vengo a Te, le debolezze che io ho

le cancellerai col Tuo grande amore.

Stringimi, con il Tuo amore riempimi.

Portami, più vicino a Te.                              

(Geoff Bullock)

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