Ger 3,6a;6,8-12; Sal 105 (106); Zac 8,1-9; Mt 15,10-20

 

«Non ciò che entra nella bocca rende impuro l’uomo; ciò che esce dalla bocca, questo rende impuro l’uomo!».      (Mt 15,11)

 

Questa sentenza di Gesù, così lapidaria come era tipico del linguaggio sapienziale dell’antico Israele, ci rimette ancora una volta davanti al “funzionamento” dell’uomo e delle sue parti più profonde, il funzionamento del “cuore”.

Ascoltando queste parole di Gesù i farisei si scandalizzano, i discepoli chiedono spiegazioni e Gesù ribadisce che non può un cieco guidare un altro cieco, perché inesorabilmente finiranno entrambi fuori strada: farsi guidare dalle sole prescrizioni della Legge, interpretate per di più in senso letterale, non basta: ci vuole la luce della fede.

Dal cuore nascono infatti le decisioni di fondo della nostra vita, i nostri “propositi”. Ce ne sono certamente di buoni, ma ce ne sono anche di malvagi e il vangelo ci offre una breve lista: “omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie”.

Donaci Signore di non fermarci alla superficie delle cose, ma di farci guidare dalla fede in Te.

 

 

Preghiamo

 

Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,

non resta nella via dei peccatori

e non siede in compagnia degli arroganti,

ma nella legge del Signore trova la sua gioia,

la  sua legge medita giorno e notte.  

 

(dal Sal 1, 1-2)

 

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