Ger 7,1-11; Sal 106 (107); Zc 8,10-17; Mt 16,1-12

 

 

«Sapete dunque  interpretare l’aspetto del cielo e non siete capaci di interpretare i segni dei tempi?».        (Mt 16,3)

    

 

I “segni dei tempi” è una felice espressione ripresa ai tempi del Concilio Vaticano II, che voleva richiamare la necessità di un discernimento su quel momento di chiesa. In realtà non sono i “tempi” a darci dei segnali, è Dio stesso che attraverso tutte le epoche della storia non manca mai di darci segni per poter interpretare correttamente il corso degli eventi ed essere capaci di operare scelte secondo l’insegnamento del vangelo.

Infatti mentre attraversa il lago di Tiberiade, Gesù cerca di aiutare i suoi discepoli a “leggere” in modo corretto tutti quei segni che lui stesso ha già mostrato loro, in particolare ritornando sul segno, ripetuto due volte, della moltiplicazione dei pani. Ma ancora i suoi non comprendono.

In questo tempo di attesa del tuo “avvento” donaci Signore di riconoscere fin d’ora i “segni” della tua presenza in mezzo a noi e donaci di dare a nostra volta segni di amore e condivisione verso i nostri fratelli.

 

 

Preghiamo

 

Insegnami, Signore, la via dei tuoi decreti

e  la custodirò sino alla fine.

Dammi intelligenza, perché io custodisca la tua legge

e la osservi con tutto il cuore.

Guidami sul sentiero dei tuoi comandi,

perché in essi è la mia felicità.      

 

  (dal Sal 119, 33-35)

 

 

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