Dt 6a; 11,18-28; Sal 18 (19); Gal 6,1-10; Gv 4,5-42

 

Gesù, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: “Dammi da bere. Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: ‘Dammi da bere!’, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva”. “Signore – gli dice la donna -, dammi quest’acqua”. (Gv 4,6b-7.10.15°)

 

Non ci sono più pozzi intorno a noi. Usciamo comunque tutti i giorni per qualcosa da bere, da mettere sotto i denti… e nel cuore.

Ed ecco, troviamo il viandante, lo straniero, il diverso, lo stanco. Sta lì. Ha sete e pensa che noi possiamo aiutarlo. Davvero.

Ma pur stanco e bisognoso, è cortese, accogliente, generoso. Da millenni è lì che ci aspetta:

Alla sua presenza si fa trasparente la nostra vita: cosi non abbiamo paura di dire “Ho sete”. Ma questo sconosciuto, povero, straniero… ci potrà dissetare? Solo se conosciamo il dono di Dio!

Andiamo al pozzo, attenti, con fiducia, senza alzare difese; col cuore aperto, la vita in mano: Lui ci aspetta.

Andiamo a questo incontro, a questo vantaggioso scambio: “Dammi di quest’acqua”….

 

 

Preghiamo

 

L’anima mia ha sete di Dio,

del Dio vivente:

quando verrò e vedrò

il volto di Dio?

(dal Salmo 42)

 

Impegno settimanale

Con l’ascolto della Parola mi preparo al Sacramento della Riconciliazione.

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