1Gv 2,12-17; Sal 35; Lc 16, 16-18

 

Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. (1Gv 2,16)

 

Il mondo di cui parla la lettera di Giovanni è la realtà senza Dio, è l’illusione di bastare a se stessi e di poter gestire la vita a proprio piacimento. In questa situazione Dio è ridotto al silenzio e l’uomo costruisce la propria distruzione. L’apostolo Giovanni sollecita giovani e padri a riconoscere l’opera salvifica e amorevole di Dio, fidandosi di lui che fin dal principio ha amato l’intera umanità e ciascuna creatura.

E Gesù con fermezza riconosce il valore della legge, della condotta conforme ai comandamenti, come via principe per entrare nel Regno di Dio. Non vengono meno le profezie antiche, con Gesù si aprono la porte del Regno, a tutti è rivolto l’invito di entrarvi con la consapevolezza della grazia ricevuta dal Padre.

 

Preghiamo col Salmo

 

Signore, il tuo amore è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi,
la tua giustizia è come le più alte montagne,
il tuo giudizio come l’abisso profondo.

 

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