Martedi, Settimana della III Domenica dopo Pentecoste

Nm 6,1-21; Sal 98; Lc 6,6-11

“Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla agli Israeliti dicendo loro: “Quando un uomo o una donna farà un voto speciale, il voto di nazireato, per consacrarsi al Signore, si asterrà dal vino e dalle bevande inebrianti”. (Es 6)

Prosegue la riflessione su precise norme di comportamento e di ritualità per celebrare il Signore e mantenere una vita sobria quando a lui ci si consacra, ma Gesù sembra non tenerne conto e provoca scribi e farisei. Il suo insegnamento è chiaro: sopra ogni cosa sta la legge della carità, anche il sabato va dedicato a fare il bene e per rispettare il riposo del sabato non si può trascurare chi è nel bisogno.
Proprio di sabato Gesù risana un invalido, questo suo gesto è visto come una provocazione tanto che scribi e farisei si mettono a discutere su ‘quello che avrebbero potuto fare a Gesù’ per eliminarlo. In fondo non accettano che il dettame divino sia ben superiore alle loro corte mire di giudizio e di potere. Eppure Dio, anche nell’antichità, aveva mostrato al suo popolo come la sua guida fosse certa e amorevole.

 

Preghiamo col Salmo

Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio!

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