Domenica dell’ottava di Natale

Pr 8,22-31; Sal 2; Col 1,13b.15-20; Gv 1,1-14

«In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste». (Gv 1,1-3)

Il prologo di san Giovanni ci racconta di quel bambino che è nato nella grotta di Betlemme, che i pastori sono andati ad adorare e che è il Verbo eterno di Dio, il Figlio di Dio. È il vero Dio che si è fatto uomo. Dal momento che si è incarnato in mezzo a noi possiamo dire che è figlio di Dio, vero Dio e figlio dell’umanità, vero uomo. Solo Gesù è vero Dio e vero uomo, solo Gesù è il salvatore e redentore: tutti gli altri uomini, a partire da Adamo, devono lasciarsi salvare da Lui. E la salvezza passa nel comprendere quanto Dio ha amato il mondo da dare il suo figlio unico, perché chiunque lo accoglie abbia la vita eterna (cfr Gv 3,16). Al Signore chiediamo di comprendere la sua umanità, la sua debolezza e la sua umiltà come sua vera gloria e di saper riconoscere la sua parola che dona a ciascuno la dignità per diventare suoi figli.

Preghiamo
Con semplici gesti, si supereranno il disinteresse e l’indif-ferenza dei drammi dell’umanità e ciò potrà avvenire soltanto e unicamente con la nostra disponibilità e forse, solo allora,
capiremo bene il Natale di vera carità.
(Preghiere – Caritas Italiana)

Impegno settimanale
Quale azione di pace posso compiere nella comunità e che farebbe anche Gesù?

[da LA PAROLA OGNI GIORNO – “ALLA SCUOLA DEL FIGLIO” , Avvento e Natale 2017, Centro Ambrosiano]

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