Ez 18,1-9; Sal 78 (79); Os 2,16-19; Mt 21,10-17

«Gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì. Ma i capi dei sacerdoti e gli scribi, vedendo le meraviglie, che aveva fatto e i fanciulli che acclamavano nel tempio: “Osanna al figlio di Davide!”, si sdegnarono». (Mt 21,14-15)

In un luogo di preghiera vige l’amore e l’accoglienza e non rapporti di mercato e questa pagina di vangelo ci presenta il tempio come casa di preghiera, accogliente e piena di vitalità. Nel tempio, quel giorno, Gesù non compie nessuna preghiera o spiegazione di scritture ma “gli si avvicinarono nel tempio ciechi e storpi, ed egli li guarì”. Persone sofferenti e bisognose di aiuto, che avevano avuto il coraggio di superare la soglia del tempio a loro escluso. Gesù li accoglie e li guarisce perché possano essere pienamente uomini ed essere loro stessi, come ci dirà S. Paolo, tempio di Dio. Solo la semplicità dei bambini sa riconoscere le grandi opere di Dio mentre i capi dei sacerdoti si indignano e rifiutano le meraviglie che hanno visto. Come sarebbe bello che anche le nostre Chiese/comunità fossero case aperte e accoglienti, potessero dare spazio a persone bisognose di aiuto, luoghi di rifugio per sentirsi toccati dalla misericordia di Dio nell’agire di Gesù!


Preghiamo

Signore, aiutami ad essere per tutti un amico,
che attende senza stancarsi, che accoglie con bontà,
che dà con amore, che ascolta senza fatica,
che ringrazia con gioia.
Un amico che si è sempre certi di trovare
quando se ne ha bisogno.

[da LA PAROLA OGNI GIORNO – “ALLA SCUOLA DEL FIGLIO” , Avvento e Natale 2017, Centro Ambrosiano]

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