Ez 16,1.3a-3b.44-47.57b-63; Sal 79 (80); Os 1,6-2,2; Mt 19,23-30

«Allora Pietro gli rispose: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?” E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, … siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele». (Mt 19,27-28)

Il brano del Vangelo segue la chiamata del giovane ricco che aveva osservato tutti i comandamenti ma senza capire il significato dell’osservanza. In questo brano pare che anche agli apostoli succede qualcosa di simile. Gesù va al di là del conto in banca, perché è solo questione di atteggiamento e di stile. L’attaccamento ai beni e ai possedimenti, anche di piccola entità, ci possono far perdere di vista l’essenziale, distrarci, affannarci, farci perdere sonno e serenità. Ed è per questo che Gesù osa richiamare i suoi discepoli, che a loro volta hanno lasciato tutto per seguirlo e si spaventano davanti alla impossibilità da parte di un ricco di entrare nel regno di Dio. Segno che non avevano capito bene la proposta di Gesù: “va, vendi tutto e dallo ai poveri”. Quando la ricchezza o il desiderio di ricchezza occupa il cuore e lo sguardo, la persona non riesce a capire il senso della vita e del Vangelo. Solo Dio può aiutare: “ma a Dio tutto è possibile”.

Preghiamo

Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.
O Dio, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
(dal Sal 79).

[da LA PAROLA OGNI GIORNO – “ALLA SCUOLA DEL FIGLIO” , Avvento e Natale 2017, Centro Ambrosiano]

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