Is 16,1-5; Sal 149: 1 Ts 3,11-4,2; Mc 11,1-11  

«Portarono il puledro da Gesù, vi gettarono sopra i loro mantelli ed egli vi salì sopra. Molti stendevano i propri mantelli sulla strada, altri invece delle fronde, tagliate nei campi». (Mc 11,7-8)

A metà del cammino di avvento, siamo sollecitati a continuare la riflessione sul nostro impegno per accogliere Gesù, a meditare sul significato della sua venuta, che richiede un cambiamento interiore. Il Signore viene per edificare il regno di Dio, un regno universale che si fonda sulla pace dell’uomo con Dio e dell’uomo con l’uomo. Dove non vi è pace non vi è il regno di Dio. Proseguiamo a vivere questo tempo di attesa non affannandoci nelle cose da preparare: piuttosto lasciamo che Gesù sia per la nostra vita come “colui che viene nel nome del Signore”, continuiamo a desiderarlo e cercarlo. Anche noi, come dice S. Andrea di Creta, stendiamo dinanzi al Signore noi stessi, piuttosto che le tuniche o i rami inanimati… noi stessi rivestiti della sua grazia… stendiamo in umile prostrazione e in profonda adorazione dinanzi ai suoi piedi le nostre persone.


Preghiamo

Ti preghiamo, Signore: dona la salvezza!
Ti preghiamo, Signore: dona la vittoria!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Il Signore è Dio, egli ci illumina.
Formate il corteo con rami frondosi
fino agli angoli dell’altare.
(dal Sal 118)

Impegno settimanale
Accolgo l’amore del Signore e mi offro a Lui.

[da LA PAROLA OGNI GIORNO – “ALLA SCUOLA DEL FIGLIO” , Avvento e Natale 2017, Centro Ambrosiano]

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