Ez 40,1-4; 43,1-9; Sal 28 (29); Os 14,2-10; Mt 23,13-26

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente, di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare».
(Mt 23,13)

La lunga lista di “guai” che il vangelo elenca si contrappone alle beatitudini con le quali Gesù ci anticipa la via per raggiungere il Regno di Dio. Ancora una volta Gesù si scaglia contro gli scribi e i farisei che agiscono nella comunità solo con superbia e ipocrisia invece di insegnare la strada che porta a Dio. Ma i “guai” di Gesù riecheggiano minacciosi anche oggi nel nostro mondo, ovunque si annida l’ipocrisia, la falsità e la grettezza; a chiunque si adopera con l’inganno e conduce al male; a coloro che impongono pesi insopportabili con falsi moralismi; a coloro che hanno il cuore indurito, sono ingiusti, infedeli. Nelle parole di Gesù dobbiamo cogliere anche la condanna rivolta a tutti quei formalismi esteriori che riducono la religione in pratiche superficiali che non recano il vero culto a Dio. Il vero ruolo dei pastori e guide indicato da Gesù è quello di indicare con le parole e con l’esempio la strada della salvezza, affermare con sincerità la libera adesione a Dio.

Preghiamo

Fammi sentire la voce della strada:
quella che mi invita sulle vie del mondo
a conoscere sempre di più i segni del tuo amore:
quella che batte il cammino dei cuori,
quella che conosce il sentiero delle altezze dove Tu abiti
nello splendore della verità.
(La Strada – Der Weg)

[da LA PAROLA OGNI GIORNO – “ALLA SCUOLA DEL FIGLIO” , Avvento e Natale 2017, Centro Ambrosiano]

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