II Domenica dopo Pentecoste

Sir 16,24-30; Sal 148; Rm 1,16-21; Lc 12,22-31

“Ascoltami, figlio, e impara la scienza, e nel tuo cuore tieni conto delle mie parole. Manifesterò con ponderazione la dottrina, con cura annuncerò la scienza”. (Sir 16)

Nella creazione le opere del Signore sono dal principio: scienza e fede non sono in contrasto perchè scaturiscono dalla stessa fonte di verità. E le perfezioni di Dio possono essere contemplate nella creazione; l’ eterna potenza di Dio e la sua divinità sono visibili e comprensibili nelle sue opere, ci dice l’apostolo Paolo, sta dunque a noi applicarci per riconoscerle. Se ci rifiutiamo di vedere, la nostra mente si abituerà a ragionare in maniera limitata o distorta. Lo steso invito a guardare fuori di noi e a vedere nella bellezza della natura e di ogni opera della creazione la mano di Dio ci viene dalle parole di Gesù stesso che ci incoraggia a non lasciarci schiacciare dalle ansie del vivere quotidiano perchè Dio ci dà sempre le necessarie risorse, personali e circostanti, per trovare le giuste soluzioni.

 

Preghiamo col Salmo

Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell’alto dei cieli.
Lodate il Signore dalla terra,
mostri marini e voi tutti, abissi,
fuoco e grandine, neve e nebbia,
vento di bufera che esegue la sua parola.

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