Is 56,3-7; Sal 23; Ef 2,11-22; Lc 14,1a.15-24

“Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù”. (Ef 2) 

Un giorno eravate senza Cristo, ricorda l’apostolo ai cristiani di Efeso, eravate quindi esclusi dalla storia della salvezza ed estranei all’alleanza, ma ora, grazie al sangue di Cristo, la lontananza e l’estraneità sono state superate. Giudei e gentili formano ora un popolo solo e sono familiari di Dio . Nessuno è più privato della salvezza che Cristo ha sancito verso tutti.
Il rifiuto a partecipare al banchetto da parte degli invitati e l’ampiamento dell’invito a chi si trova ai margini ed è estraneo alla festa, è il nocciolo della parabola: spesso i più vicini trascurano o rifiutano di partecipare al banchetto, e allora sono gli estranei ad essere invitati. Perchè il cibo del banchetto non vada mai nè perduto, nè riservato ad alcuni privilegiati.

 

Preghiamo col Salmo

Il Signore si rivela a chi lo teme.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.

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