Sabato, Settimana dopo Pentecoste

Es 20,1-21; Sal 91; Rm 10,4-9; Mt 28,16-20

“A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli”. (Mt 28)

Nel testo dell’Esodo sono date le dieci parole di Dio, la legge scaturita dal riconoscimento che il Signore è Dio e non ce n’è altro. Se si supera il concetto di comandamento, quasi di costrizione limitante la libertà umana, ma si coglie il discorso di Dio come cammino di incontro tra la libertà umana e l’amore del Creatore, queste parole diventano il fondamento della vicinanza di Dio al suo popolo e la manifestazione della presenza del Figlio tra gli uomini, venuto a compiere la volontà del Padre.
Mosè ci porta la giustizia che viene dalla legge – ci spiega l’apostolo Paolo – ma Gesù ci dona la giustizia che viene dalla fede. Gli apostoli ricevono da Gesù la missione di evangelizzare e battezzare nel nome della Trinità. Il mistero di Dio è inesauribile, ma Dio stesso ci fornisce gli aiuti necessari per accoglierlo come esperienza viva e a noi vicina: ci dona il figlio e lo Spirito, per sentire la presenza e la vicinanza del Padre alla nostra vita.

 

Preghiamo col Salmo

Perché, mi dai gioia, Signore, con le tue meraviglie,
esulto per l’opera delle tue mani.
Come sono grandi le tue opere, Signore,
quanto profondi i tuoi pensieri!

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