Giovedì 1 marzo

Gen 16,1-15; Sal 118 (119); Pr 6,20-29; Mt 6,1-6

«Quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.» (Mt 6,6)

Il figlio della promessa tarda ad arrivare. Abram inizia a dubitare del dono di Dio, il quale sembra incapace di mantenere la parola data. Quindi decide di aiutare Dio a realizzare quanto promesso. Escogita un espediente per dare forma dal basso alla promessa di Dio. Il nostro progetto si sostituisce così alla sua promessa. Ma è un tentativo vano, che produce peraltro tensioni, gelosie, conflitti, come quelli che si scatenano tra Sarài e Agar, come spesso accade quando decidiamo in modo autonomo, senza tener conto della parola di Dio e dei suoi criteri di giudizio. Gesù ci invita a correggere questo atteggiamento, sollecitandoci a realizzare i desideri giusti della nostra vita entrando nel segreto della relazione con il Padre, per cercare il suo volere. È in questo segreto che Dio ci offre la sua ricompensa. Dona cioè verità e consistenza al nostro agire.

Preghiamo

Padre nostro,
tu dimori nel segreto della nostra vita.
Dona pace al nostro cuore,
affinché siamo uomini e donne
di pace e di riconciliazione.
Nostra ricompensa sia la pace di altri.

[«Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?» Lc 12,57 – LO SPIRITO, MAESTRO INTERIORE –
Quaresima e Pasqua 2018 -Centro Ambrosiano]

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