Domenica II di Quaresima

Dt 5,1-2.6-21; Sal 18 (19); Ef 4,1-7; Gv 4,5-42

«Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva.» (Gv 4,10).

Gesù rivela alla Samaritana qual è il vero dono di Dio per la sua vita e per quella di tutti. È il dono di un’acqua viva, non più da attingere a qualche pozzo, ma da scoprire dentro di sé, nell’interiorità della propria esistenza, come acqua che da lì zampilla per dissetare la propria sete e quella di molti. È l’acqua sempre fresca e inesauribile dello Spirito, che ci conduce nella vera relazione con il Padre, perché ci introduce nel tempio della sua gloria, che non è né a Gerusalemme né sul monte Garizim. Il vero tempio è Gesù stesso, il Figlio di Dio venuto nella nostra carne perché anche noi potessimo fare del nostro corpo il tempio della gloria di Dio, il luogo di adorazione del suo mistero. Questa donna, come quella di Osea, è corsa dietro a tanti amanti senza conoscere il dono del vero sposo. Ora lo incontra. La sete della sua vita è appagata.

Preghiamo

Noi veniamo a te, Signore,
con tutta la nostra sete,
con il nostro desiderio di vita
e di felicità.
Apri i nostri occhi a riconoscere il tuo dono.
A comprendere che tu sei il Dono.

Impegno settimanale

Nella preghiera invoco lo Spirito e ogni giorno uno dei suoi sette doni: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà, Timore di Dio. Mi domando cosa significhino per me.

[«Perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto?» Lc 12,57 – LO SPIRITO, MAESTRO INTERIORE –
Quaresima e Pasqua 2018 -Centro Ambrosiano]

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