V giorno dell’ottava di Natale

Mi 4,1-4; Sal 95 (96); 1Cor 1,1-10; Mt 2,19-23

«Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nazaret». (Mt 2,22b-23a)

Gesù, Giuseppe e Maria, al ritorno dall’Egitto si stabiliscono nella casa di Nazaret dove tutto era iniziato. Quella casa, umile e dignitosa, diventerà il luogo ideale, unico e irripetibile in cui nasce, cresce e si potenzia l’amore. Una famiglia dove la gioia era di casa, ma dove non sono mancate le prove, accettate con disponibilità alla volontà di Dio, che così ha voluto per il suo figlio Gesù, inviato nel mondo per la salvezza dello stesso mondo. La famiglia è anche luogo della tenerezza e della dolcezza, dove tutti i componenti crescono e si relazionano in modo costruttivo e formativo per ognuno, anche con ruoli e funzioni diverse, nello scambio reciproco. La famiglia di Nazaret è quindi diventata modello per tutte le famiglie di questa terra, in cui non sempre si presenta il volto dell’amore e della reciproca accoglienza.

Preghiamo
O Dio, nostro creatore e Padre, tu hai voluto che il tuo Figlio, generato prima dell’aurora del mondo, divenisse membro dell’umana famiglia; ravviva in noi la venerazione per il dono e il mistero della vita, perché i genitori si sentano partecipi della fecondità del tuo amore, e i figli crescano in sapienza, età e grazia, rendendo lode al tuo santo nome. Per Cristo nostro Signore.

[da LA PAROLA OGNI GIORNO – “ALLA SCUOLA DEL FIGLIO” , Avvento e Natale 2017, Centro Ambrosiano]

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