Mercoledì, Settimana della II Domenica di Pasqua


At 4,1-12;  Sal 117 (118); Gv 3,1-7

«Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte». (Gv 3,1-2a)

Cercare Gesù esige coraggio. Per lo meno il coraggio di togliersi le maschere. Ci si potrebbe accontentare della sicurezza che scaturisce dal nostro ruolo o dalle nostre posizioni famigliari e sociali. Si potrebbe far bastare le conoscenze che via via abbiamo acquisito con i nostri studi e la nostra intelligenza. Ci si potrebbe adeguare a quanto già abbiamo fatto e già abbiamo sperimentato. E ci sentiremmo, tutto sommato, a posto. Oppure si potrebbe rimettere in gioco tutto.
Nicodemo, non sappiamo per quali ragioni, si lascia mettere in discussione da Gesù. In lui nasce un desiderio nuovo che lo pone nuovamente in ricerca. Forse inquietudine, forse insoddisfazione, forse anelito alla verità. Fatto sta che non teme la notte, getta la maschera e cerca Gesù, il maestro, il vero maestro di vita. Forse sarebbe stato più comodo per lui stare dove stava, con le certezze e i privilegi acquisiti. Ma quando la verità bussa alla porta del cuore la maschera si dissolve, l’oscurità non fa più paura e la voglia di una vita nuova, di una rinascita dall’alto è più forte di ogni resistenza.

 

Preghiamo

Donaci Signore il coraggio di cercarti,
senza temere di rimettere in discussione tutto.
Solo così le nostre inquietudini troveranno pace,
le nostre domande una risposta,
la nostra vita un nuovo sapore.

 

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