Ez 13,1.17-23; Sal 85 (86); Eb 9,1-10; Mt 18,21-35

«Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». (Mt 18,35)

Ma quante volte il cristiano deve perdonare? Ancora una volta ci mettiamo a fare i conti! E i princìpi di matematica sono molto diversi dai princìpi del Signore. Il perdono fa parte di quello che Gesù ha definito il suo più grande comandamento: quello del saper amare il prossimo come Lui ci ha amati e ci ama. Questo è l’apice dell’amore espresso da Gesù lungo tutto l’arco della sua vita, dal principio sino alla fine in Croce. Il perdono di Dio ci viene donato nella misura in cui anche noi sappiamo perdonare i nostri fratelli. Se il nostro cuore persiste nel voler rimanere chiuso, deciso a non perdonare trovando mille giustificazioni, correremo il rischio di non poter ricevere il perdono di Dio. È correre questo rischio non è poi così difficile! Papa Francesco ci ricorda: “lasciar cadere il rancore, la rabbia, la violenza e la vendetta è la condizione necessaria per vivere felici”. (Misericordia Vultus 9).

Preghiamo

Non ricordare più i miei peccati;
se ho mancato, per la debolezza della mia natura,
in parole, opere e pensieri, tu perdonami,
tu che hai il potere di rimettere i peccati.
(Gregorio di Nissa)

[da LA PAROLA OGNI GIORNO – “ALLA SCUOLA DEL FIGLIO” , Avvento e Natale 2017, Centro Ambrosiano]

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