2Re 22, 1-2; 23, 1-3. 21-23; Sal 20; Lc 12,13-21

 

 

“Il re, in piedi presso la colonna, concluse l’alleanza davanti al Signore, per seguire il Signore e osservare i suoi comandi, le istruzioni e le leggi con tutto il cuore e con tutta l’anima, per attuare le parole dell’alleanza scritte in quel libro. Tutto il popolo aderì all’alleanza”.  (2Re 23)

 

 

Grande il contrasto tra il comportamento del re Giosia che riporta il popolo alla fedeltà e l’uomo della parabola di Gesù. Questi, infatti, sembra scaltro e lungimirante, ma è desolatamente solo. Nel suo ragionare non c’è posto né per un Dio da lodare e ringraziare per il benessere di cui gode, né tanto meno per altre persone con cui condividere le sue ricchezze.

Questo uomo “invidiabile” in verità fa una grande tristezza. L’intervento di Dio, che lo minaccia di morte imminente, non vuole essere né punizione, né condanna, ma intende scuoterlo, richiamarlo al fatto che sta ingannando se stesso: vivere così è già condizione di morte. Inoltre l’amore non si vende e non si compra: soltanto si dona.

 

 

Preghiamo col Salmo

 

Beato chi cammina nella legge del Signore.

Signore, il re gioisce della tua potenza!

Quanto esulta della tua vittoria!

Hai esaudito il desiderio del suo cuore.

Non hai respinto la richiesta delle sue labbra.

 

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