Is 43,10-21; Sal 120; 1Cor 3,6-13; Mt 13,24-43

 

C’è chi pianta e chi irriga, ma è Dio che fa crescere. Ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo il proprio lavoro. (1Cor 3)

 

Dio è l’unico Signore e salvatore, lo stesso dall’eternità, nulla c’era prima di lui e nulla sarà dopo. Ha liberato Israele dalla schiavitù perchè fosse il suo popolo, e lo ha condotto nella Terra a lui promessa. Ciò che rimprovera al suo popolo è che ‘non ricorda più le cose passate’, ma Dio è pronto a fare cose nuove e a rendere nuove la cose dimenticate.

‘Voi siete miei testimoni’: sono le stesse parole di Gesù ai suoi apostoli, testimoni per eccellenza della sua resurrezione, ma ogni cristiano, dopo di loro, è chiamato a testimoniare Gesù dopo averlo incontrato ed aver creduto in lui.

Nonostante le difficoltà del cammino, quando noi vorremmo degli interventi straordinari, e possibilmente definitivi, di Dio nella nostra vita, dobbiamo imparare che Dio non interviene subito e clamorosamente nalla storia dell’uomo: ne rispetta la libertà e le responsabilità. Ma alla fine il male sarà estirpato, come la zizzania infestante nel campo.

 

Preghiamo col Salmo

 

Non lascerà vacillare il tuo piede,
non si addormenterà, non prenderà sonno
il custode d’Israele.
Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.

 

 

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