Giorno aneucaristico
 

 

Il Signore disse: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho udito il suo grido a causa dei suoi sovrintendenti: conosco le sue sofferenze. Sono sceso per liberarlo dal potere dell’Egitto e per farlo salire da questa terra verso una terra bella e spaziosa, verso una terra dove scorrono latte e miele. (Es 3,7-8)

 

I venerdí quaresimali sono senza celebrazione eucaristica perché quando lo Sposo non c’é non si puó far festa. Lo Sposo c’é, ma é sulla croce, culmine di quall’abbassamento che ha portato Dio a "perdersi" per amore.
Tra le quattro letture proposte per la liturgia dei vesperi, ho scelto Esodo 3. Vi si rivela l’inizio di quel movimento di discesa che ha trovato il suo culmine nella croce di Gesú. Dio si presenta come colui che osserva la miseria del popolo, ascolta il grido degli oppressi, conosce le loro sofferenze, scende per liberarlo e "farlo salire" verso la terra della vita abbondante.
Dio é "sceso" per farci "salire". La croce di Gesú é la mano di Dio che ci afferra nelle miserie, fragilitá e peccati per accompagnarci alla liberazione.

 

Preghiamo

 

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.
Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.

(Sal 23)

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