At 5,1-11; Sal 32(33); Gv 3,22-30

 

“…l’amico dello sposo…esulta di gioia alla voce dello sposo”.            (Gv  3,29)

 

I discepoli di Giovanni conoscono la testimonianza del Battista riguardo a Gesù, ma sono rimasti con lui. D’altronde egli neppure li spinge: Dio conosce i cuori e i cammini di ognuno. Ma i suoi discepoli vivono male il fatto che tutti accorrano a Gesù: sembra ragionino in termini di concorrenza. Non così Giovanni, ultimo profeta della prima alleanza. Proprio come Mosè anch’egli non entrerà in questa terra promessa. Saluta da lontano (Eb 11,13) nella speranza, non nella malinconia: egli sa in chi ha creduto.

Anania e Saffira invece non sanno in chi hanno creduto. Anche loro, come i discepoli di Giovanni, pensano a difendersi; in qualche modo aderiscono all’annuncio di Gesù il Cristo, ma non si fidano. Compiono gli atti che vedono fare agli altri, ma nella menzogna. Forse credono che Dio sia come loro; forse credono che egli sia interessato ai loro soldi e non ai loro cuori. Il Signore ci custodisca dal fingere con lui.

 

Preghiamo

 

“Ecco, io vengo.

Nel rotolo del libro su di me è scritto

di fare la tua volontà:

mio Dio, questo io desidero;

la tua legge è nel mio intimo.”                     

    (dal Salmo 39)

 
 

 

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