Dt 18,9-22b; Sal 32; Lc 7,18-23

 

 

“Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto”. (Dt 18)

 

La lettura in parallelo del testo antico del Deuteronomio e del vangelo di Luca ci porta a riconoscere come le domande profonde di tutti i credenti di ogni tempo sono le stesse: come riconoscere il vero profeta? come riconoscere Gesù come l’inviato da Dio atteso da tutti i tempi? Mosè conferma il popolo dicendo che è la piena attuazione di quanto detto dal profeta che segnala la parola vera proveniente da Dio.

Così Gesù, ai discepoli del Battista che gli chiedevano se era proprio lui il Messia o se dovevano aspettarne un altro, risponde che la risposta inequivocabile sono i suoi gesti concreti: i malati sono sanati, gli spiriti cattivi scacciati, e i morti resuscitati. La conferma dunque viene dai segni che Gesù compie, ma li compie nella vita quotidiana, senza clamori, e quindi bisogna riconoscerli e credere a Gesù che ne è l’autore.

 

Preghiamo col Salmo

 

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,

su chi spera nel suo amore,

per liberarlo dalla morte

e nutrirlo in tempo di fame.

 

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