Ger 10,11-16; Sal 113b (115); Zc 9,11-17; Mt 19,23-30

 

«In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel Regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei cieli».

(Mt 19,23)

 

Nella dinamica del Regno chi ha ricevuto tanto deve donare tanto di più ed è maggiormente responsabile nei confronti degli altri. Siamo forse un po’ troppo abituati a sottolineare e a soffermarci su ciò che è negativo, su ciò che manca e non va. Così a poco a poco i talenti e i beni vengono sotterrati e perdono di valore perché non sono ridonati e messi in circolazione. Si insegue il consumismo e si perde man mano il valore dello stare insieme, dell’amicizia, delle relazioni familiari, di vicinato, di pianerottolo perdendo chi sta accanto a noi e intorno a noi.

Lo stile da perseguire non è l’accumulo di cose e di beni materiali, ma piuttosto creare un “tesoro” in rapporti umani e solidali. È l’impegno di coloro che dedicano tempo, energie, competenze nei centri di ascolto, nelle tante mense del nostro territorio o nelle associazioni sociali o umanitarie o sanitarie o politiche o di ogni genere.

Persone che senza aspettarsi alcuna ricompensa o contraccambio sono felici di potersi mettere in gioco e di mettere la propria faccia.

 

Preghiera

 

Non a noi, Signore, non a noi,

ma al tuo nome da’ gloria,

per il tuo amore, per la tua fedeltà.

Perché le genti dovrebbero dire: “Dov’è il loro Dio?”.

Il nostro Dio è nei cieli:

tutto ciò che vuole egli lo compie.

(dal Sal 113b)

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