Qo 1,16-2,11; Sal 24; Mc 12,13-17

 

Ho considerato tutte le opere fatte dalle mie mani e tutta la fatica che avevo affrontato per realizzarle. Ed ecco: tutto è vanità e un correre dietro al vento. Non c’è alcun guadagno sotto il sole. (Qo 1)

 

Volevo scoprire se c’è qualche bene per gli uomini che essi possano realizzare sotto il cielo durante i pochi giorni della loro vita. Così il profeta passa in rassegna sapienza e stoltezza, fatica e desideri, per scorgere il senso profondo della vita e vi trova un’intima vuotezza, una radicale inconsistenza che tutto pervade. Non vuole essere questa una visione completa della realtà e della vita, quanto una lettura della finitezza di ogni cosa, seppur grande, che noi possiamo compiere. C’è un bisogno indispensabile del sostegno di Dio perchè nulla può bastare a se stesso. Per questo Gesù nel vangelo di Marco rifiuta di essere messo alla prova e rimanda l’intenzione dei farisei al riconoscimento dell’autorità umana distinta da quella divina. A Dio non si può attribuire la responsabilità che deve essere di chi ha il compito di esercitarla nella gestione delle cose umane.

 

Preghiamo col Salmo

 

Fammi conoscere, Signore,

le tue vie insegnami i tuoi sentieri.

Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,

perché sei tu il Dio della mia salvezza;

io spero in te tutto il giorno.

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