Ez 16,1.3a-3b.44-47.57b-63; Sal 79 (80); Os 1,6-2,2; Mt 19,23-30

 

«Difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli».                (Mt 19,23)

                   

È la continuazione del vangelo di ieri che si è concluso con l’amara delusione del giovane che se va triste perché legato ai suoi beni. Comprendiamo così che Gesù non vuole fare una condanna indiscriminata della ricchezza. Abbiamo tanti riferimenti nei quali possiamo scorgere che il Signore colma di beni i suoi fedeli; il nostro Dio è un Dio provvido che ci raccomanda di cercare innanzitutto il suo Regno, garantendoci tutto quanto ci è necessario: “Non preoccupatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? … cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta” (Mt 6,31.33).  Ciò che il Signore ci chiede è il distacco dai beni della terra, la fiducia nella sua provvidenza e soprattutto l’affermazione del primato assoluto di Dio a cui nulla deve essere anteposto. S. Pietro, parlando a nome dei dodici, afferma che, mettendosi docilmente alla sequela di Cristo hanno lasciato tutto e chiede quale sarà la loro ricompensa. Egli forse non ha ancora preso coscienza che lo stare con Cristo è già un’abbondante ricompensa o forse pensa al futuro e Gesù scandisce le promesse, che riguardano gli apostoli, ma sono anche per tutti noi: “In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, … chiunque avrà lasciato case, o fratelli, … per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna”. É la solenne promessa alle nostre rinunce, alle nostre scelte, talvolta ardue, ma sempre convenienti per noi. É sempre vero che il Signore non si lascia vincere in generosità!

 

Preghiamo

O Dio, che hai preparato beni invisibili

per coloro che ti amano,

infondi in noi la dolcezza del tuo amore,

perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa,

otteniamo i beni da te promessi,

che superano ogni desiderio.                         

      (dalla liturgia)

 

da: La parola ogni giorno.“I miei occhi hanno visto la tua salvezza”(Lc 2,30). Il dono di un nuovo inizio.Avvento e natale 2011, ed.Centro Ambrosiano

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